Il Taiji QuanTaiji Quan

La disciplina del Taiji Quan è un’arte marziale fondata sulla teoria Yin-Yang (TAIJI). Questa definizione, formulata dal rappresentante ufficiale della XIX generazione di Taiji Quan della famiglia Chen, il Gran Maestro Chen Xiaowang, può apparire enigmatica ed incomprensibile agli occhi di un neofita. Probabilmente, l’intento di questo Maestro era quello di sottolineare il legame millenario che questa arte marziale nutre con il diagramma del Taiji, un aspetto della cultura tradizionale cinese che ha permeato tutte le sue arti antiche: dalla calligrafia al tè, dalla preparazione dei cibi al fengshui (arte geomantica taoistica, ausiliaria dell’architettura). Non ci soffermiamo in questa sede a trattare questo principio, così caro e importante all’universo filosofico e culturale cinese; ci occupiamo piuttosto di alcuni aspetti molto rilevanti per questa disciplina, introducendoli in una veste, per così dire, più comprensibile alla visione occidentale. Nell’immaginario collettivo la pratica del Taiji Quan è spesso associata a un gruppo di anziani cinesi che eseguono lentamente armoniosi movimenti, al sorgere dell’alba, in un verde e ampio parco alberato.
Una delle caratteristiche salienti di questa pratica è il conseguimento di un equilibrio psico-fisico che permetta di ottenere un completo controllo dei movimenti eseguiti armoniosamente con il fluire della respirazione. L’esecuzione lenta dei movimenti è, in realtà , una modalità  di allenamento tipica di questa arte marziale: tale modalità  consente al cervello di controllare ed elaborare il meccanismo coordinativo e la percezione sensoriale interna, in particolar modo dei muscoli e delle articolazioni. La circolarità  nell’esecuzione dei movimenti e il movimento a spirale degli arti (peculiarità  del Taiji quan stile Chen) stimola l’attività articolare e contestualmente l’allungamento muscolare; inoltre, il continuo cambio di peso da un arto inferiore all’altro permette un irrobustimento muscolare considerevole della parte sottostante del corpo, con comprovati benefici nel mantenimento di una corretta postura e nel rafforzamento della struttura muscolare deputata a permettere la stazione eretta dell’individuo. Non sono da meno i benefici derivanti per quanto riguarda l’apparato cardio-vascolare e il sistema nervoso. Innanzitutto, la pratica del Taiji quan permette di migliorare la circolazione sanguigna e la vascolarizzazione a livello periferico; in secondo luogo, i movimenti rilassati ed armoniosi inducono la corteccia cerebrale in uno stato inibitorio tale da consentire un riequilibrio funzionale dell’attività degli organi interni e la normalizzazione degli stati nervosi alterati (studi effettuati dall’Università dello Shendong). La respirazione addominale inversa incrementa la capacità polmonare, costituisce una sorta di massaggio della zona dove sono situati gran parte degli organi interni e, per di più, agevola la pompa cardiaca nell’irrorazione sanguigna. Nel corso del tempo, sono stati condotti numerosi studi scientifici tesi a dimostrare gli effetti benefici derivanti dalla pratica del Taiji quan; molti sono stati pubblicati sotto forma di articoli, apparsi su riviste mediche ovvero presentati da ricercatori e specialisti della materia. Qui di seguito, alcuni link dai quali si possono ricavare ulteriori informazioni:

Natural News

Science Direct

The New England Journal of Medicine

Oltre a quanto già  introdotto fin qui, il Taiji quan costituisce un’arte marziale completa includendo proiezioni, spinte, colpi di spalla, di bacino, di petto, di gomito, ginocchiate, pugni, calci rotanti e tecniche molto raffinate di torsione, pressione e prese di ogni genere. Tuttavia ciò che contraddistingue maggiormente questa disciplina dalle altre marziali esterne appartenenti al Wushu è l’utilizzo dell’energia interna (jing) che se coltivata in modo appropriato permette di portare colpi molto potenti ed utilizzare tecniche dagli effetti devastanti. Proprio per quest’ultimo aspetto, l’etica e la filosofia profusa dai grandi Maestri del Taiji quan è rivolta, nella stragrande maggioranza dei casi, alla pacifica convivenza e al rispetto reciproco, con l’intento di promuovere nell’individuo non solo la crescita atletica ma anche quella psicologica, forgiando atleti con caratteri forti e decisi, che si applicano con perseveranza e costanza alle attività  quotidiane. In definitiva, dunque, il Taiji quan è un’arte del movimento in cui equilibrio, armonia, energia e benessere tessono un fitto reticolo finalizzato alla crescita e alla sicurezza di se stessi; queste caratteristiche, condite con le tradizioni cinesi più affascinanti e misteriose, fanno di questa disciplina una gemma della cultura tradizionale cinese e la quintessenza delle arti marziali.Taiji Quan is an internal martial art based on the Yin-Yang theory (Taiji). This definition, formulated by the Great Master Chen Xiaowang , the official representative of the XIX Taiji Quan generation of the Chen family, may seem difficult to understand to a young practitioner.The purpose of the Great Master was probably to underline the age-old link connecting this martial art to the Taiji diagram, an aspect of the traditional Chinese culture which permeated all its ancient arts: tea calligraphy, food preparation, feng-shui (a geomantic Taoist art, subsidiary to architecture), etc… We will not dwell here on the Taiji principle, so dear and fundamental to the Chinese cultural and philosophic world view; we will rather stress some elements which prove relevant to this discipline, introducing them in a garb, so to speak, recognizable to western eyes. In the collective imagination the practice of Taiji Quan has often been associated to a group of old Chinese men, who slowly perform harmonious movements at daybreak in a large green, tree-covered park.

One of the salient features of the above mentioned practice is the achievement of a psychic-physical balance, which allows people to gain full control of their movements, harmoniously performed through inspiration and expiration. The slow succession of movements is a typical form of training of this martial art: this modality allows the brain to control and elaborate upon the mechanism of coordination and inward sensory perception, especially for muscles and joints. Circular and spiralling arm and leg movements (a peculiar trait of the Taiji Quan, Chen style) stimulate articular activity and at the same time muscular stretching; besides, the continual change in weight balancing from one leg to the other allows considerable strengthening of the muscles of the lower part of the body, which leads to well-recognized benefits in the up-keeping of a correct posture and in the strengthening of the muscular structure sustaining it. No fewer are the benefits for the cardio-vascular apparatus and the nervous system. First of all the practice of Taiji Quan allows men to improve their blood circulation and vascular transmission to peripheral level, secondly relaxed and harmonious movements lead to an inhibition of the brain cortex, so as to produce a functional rebalancing of the activities of the internal organs and the management of altered nervous conditions (studies developed by Shendong University). Inverted abdominal breathing increases lung capacity, produces a local massage in the area where most internal organs are set, and also helps the heart to pump blood into the vessels. Along the years many scientific studies have been carried out to prove the beneficial effects of Taiji Quan practice; many articles have appeared in medical magazines or essays have been presented in conferences by specialized researchers. Here follow some links where to get further information:

Natural News

Science Direct

The New England Journal of Medicine

Taiji Quan constitutes a complete martial art, which includes projections, pushes, strikes delivered using the shoulder, hip, breast, elbow, knee, fist, rotating kicks, and refined techniques of pushing and twisting. However, what above all distinguishes this discipline from other external martial arts belonging to Wushu, is the use of internal energy (Jing). If developed in an appropriate way, it allows the adept to deal powerful blows and apply devastating techniques. For this very reason, the philosophy and ethics developed by the great masters of Taiji Quan are aimed at developing a peaceful communal life and reciprocal respect; Taiji Quan purposes to promote in the individual not only an athletic, but also a psychological growth, forming athletes with a strong character, carrying out their everyday duties with enduring constancy. In sum, Taiji Quan is an art of motion, where balance, harmony, energy, and well-being weave a close net, aiming to the promotion of individual growth and self-assurance; those features, mingled with the most fascinating and mysterious Chinese traditions, make this discipline a gem of traditional Chinese culture and the quintessence of martial arts.