Il Taijiquan: incontro tra filosofia, benessere e arte marzialeTaijiquan: Meeting of Philosophy, Health and Martial arts

Le grandi mutazioni economiche e sociali che stanno imperversando in Cina oggi mettono a dura prova le tradizioni e le abitudini di gran parte della popolazione che, solo pochi decenni or sono, conduceva uno stile di vita semplice ed austero sottoposto ad un regime politico inflessibile, talvolta spietato, ignaro ancora delle trasformazioni economiche e sociali che si sarebbero verificate successivamente. Tutto ciò ci aiuta a comprendere perché, in un contesto storico così vessatorio l’arte della sopravvivenza divenne un fattore determinante, e perché fosse importante avere cura dell’unico bene a cui sia dato realmente possedere: lo spirito e il corpo che lo accoglie. Ed è proprio l’uomo ad essere al centro della filosofia cinese, filosofia che non tratteggia margini così marcati come nelle culture occidentali: chi ha avuto il privilegio di visitare luoghi in Cina che ancora resistono alla contaminazione dell’economia di libero mercato ha potuto osservare come le parole, le azioni e i gesti quotidiani degli individui che ivi risiedono trasmettono il sentire la filosofia come aspetto inscindibile di ogni accadimento umano. Attualmente  il Governo cinese, impegnato nel mantenere coeso un paese di vastissime dimensioni in continua trasformazione, si sta dedicando a valorizzare discipline e tradizioni antiche, con l’obiettivo di richiamare uno spirito di unità nazionale.

Tra queste il Taijiquan, arte marziale molto diffusa, costituisce una disciplina di grande pregio e valore la cui tradizione appartiene alla cultura cinese antica. Così,  passeggiando in piazza Tienanmen a Pechino si è attratti da un enorme maxischermo dal quale scorrono ininterrottamente immagini della Cina e, tra queste, scene in cui cinesi vestiti con un abito tradizionale eseguono movimenti lenti ed armoniosi immersi in paesaggi mozzafiato. Come è stato pienamente documentato da indagini storiche effettuate da ricercatori governativi la creazione del Taijiquan (che significa “Pugilato del Principio Assoluto”) è merito dell’intuizione di un ufficiale dell’esercito cinese di nome Chen Wangting (secolo XVII), esperto di arti marziali e di strategie militari il quale, fondendo la ginnastica taoista di lunga vita (Daoyin) con le sofisticate tecniche di combattimento in accordo con il pensiero filosofico della scuola Yin-Yang contribuì a dare vita ad una disciplina praticata attualmente da milioni di persone in tutto il mondo. È curioso scoprire che questa pratica fisica per secoli è stata custodita gelosamente e trasmessa in linea familiare diretta tramite la discendenza maschile, affinché rimanesse esclusivo appannaggio del stesso clan: solo verso dalla seconda metà del secolo scorso il Taijiquan iniziò a diffondersi oltre i confini della Cina e a conquistare un’ampia platea anche nei continenti più lontani come l’America e l’Europa. Ben presto in occidente il Taijiquan si è diffuso come una pratica ginnica dolce, di facile approccio anche per le persone anziane e di mezza età; questo anche grazie alle caratteristiche peculiari di questa disciplina: movimenti lenti, continui ed armoniosi come il fluire dell’acqua nel fiume che avviluppa e travolge.

L’aspetto più singolare del Taijiquan risiede nella combinazione tra calma mentale, distensione muscolare e focalizzazione corporea: caratteristiche ricondotte dalle tecniche ginnico-respiratorie taoiste di lunga vita rivolte al mantenimento della salute, denominate Daoyin (che tradotte stanno per “conduzioni guidate” oppure Qi Gong, per usare un termine coniato recentemente e di più ampia portata). In breve, si tratta di movimenti che conducono l’energia benefica – denominata Qi – guidata dall’intenzione dell’esecutore, attraverso un percorso corporeo al fine di procurare un giovamento a punti o aree determinate del corpo in osservanza ai principi della medicina tradizionale cinese. L’energia Qi è intesa come l’energia che da’ vita ed alimenta il corpo secondo la concettualità della medicina tradizionale cinese.

In realtà, il Taijiquan costituisce un sistema di allenamento originale ed innovativo che oltre a stimolare l’apparato circolatorio, respiratorio e locomotore sollecita alcune importanti funzioni cognitive legate al sistema senso-percettivo. Infatti questa disciplina svolge una funzione di importanza rilevante nell’accrescimento della sensibilità propriocettiva esercitando un ruolo determinante nel raggiungimento dell’equilibrio biomeccanico dell’individuo ottenuto attraverso il coinvolgimento delle afferenze sensoriali, della capacità di eseguire gli atti motori e dalla contemporanea elaborazione da parte del sistema nervoso centrale.

Durante l’esecuzione degli esercizi le informazioni sensoriali provenienti dai recettori muscolari tendinei ed articolari, forniscono indicazioni preziose di retroazione (feedback) che permettono, tra le altre, di controllare consapevolmente la posizione delle articolazioni, la percettibilità tattile, il grado di tensione muscolare e il corretto carico del peso sull’arto inferiore. Con il migliorare dell’allineamento della stazione eretta e l’assunzione di una corretta postura si perviene ad un corretto appoggio del piede che, come confermato da studi medici occidentali, per effetto di un complesso meccanismo tra polpaccio, tendine di Achille ed appoggio plantare consente di accrescere la forza propulsiva che permette al sangue di raggiungere il cuore.

Nel Taijiquan i movimenti circolari e a spirale dagli arti (“chansijin”, ovvero esercizi del bozzolo di seta ) eseguiti lentamente in modo ininterrotto e fluido contribuiscono ad una maggiore spinta del flusso sanguigno che raggiunge in tal modo le zone più periferiche del corpo irrogando copiosamente anche i più piccoli capillari; il principio del movimento circolare del Taijiquan (“chansijin”) deriva dallo studio dei meridiani alla base della medicina tradizionale cinese, la rete dei canali attraverso i quali il Qi (l’energia vitale immateriale) con ritmo ciclico fluisce senza sosta nel corpo, mentre il sangue ne rappresenta il completamento materiale (energia materiale individuale). Anche la respirazione induce significativi benefici: viene interessato il diaframma e molti dei muscoli deputati al sostenimento del tronco favorendo un  irrobustimento, in particolare, della zona addominale e lombare, e costituendo sollievo in termini di carico della colonna vertebrale; inoltre, il massaggio naturale che avviene con l’espansione e la contrazione diaframmatica apporta giovamento agli organi interni dell’addome. Non da meno, tale specifica respirazione, essendo profonda, regolare, lunga e sottile induce alla regolarizzazione funzionale di tutti gli organi, predispone al rilassamento muscolare e, conseguentemente, al raggiungimento della calma interiore.

Secondo quanto riportato in “ Chinese Qigong Therapy” (fonte “Shendong Science and Technology Press” – Jinan Cina) la calma fisica e mentale raggiunta con la pratica di queste discipline induce la corteccia cerebrale ad uno stato inibitorio tale da permettere un riequilibrio delle funzionalità originarie degli organi. Numerosi studi effettuati in Cina e in America hanno confermato che la pratica di discipline quali il Daoyin e il Taijiquan possono migliorare la risposta immunologica del corpo nei confronti di patologie debilitanti, tant’è vero che in alcuni ospedali in Cina vengono condotte sessioni quotidiane di allenamento nei confronti di  pazienti sottoposti a chemioterapia permettendo una ripresa veloce delle normali funzionalità corporee.

In questi ultimi anni, anche in Italia, numerosi sono i protocolli assunti in collaborazione con Università e Aziende Sanitarie Locali che hanno permesso, grazie alla pratica del Taijiquan, di migliorare le condizioni di vita di persone affette dal morbo di Parkinson, da malattie degenerative quali la sclerosi multipla, dall’artrite reumatoide; la pratica ha permesso anche di incrementare la resistenza fisica e l’equilibrio di persone anziane con difficoltà motorie. In alcune strutture scolastiche sono stati condotti anche progetti nei confronti di ragazzi interessati da sindrome da deficit attentivi con incoraggianti risultati.

L’esperienza sul campo ha dimostrato che la pratica costante conduce effettivamente ad un miglioramento delle condizioni di vita e a prevenire l’insorgere di diverse patologie legate all’età e alla sedentarietà nonché a ridurre lo stress dovuto alla frenesia quotidiana. È certo, comunque, che il Taijiquan costituisce un’arte del movimento in cui l’individuo non solo apprende delle abilità motorie e coordinative ma permette gradualmente di avere più fiducia delle proprie capacità complessive, inclusa l’affermazione della propria personalità ed espressività corporea.

The great economic and social changes that are raging in China today are a formidable force upon the traditions and habits of the majority of the population. Merely a few decades ago, many were leading a simple and austere lifestyle, subjected to an inflexible political regime, sometimes ruthless, were still unaware of the economic and social changes that would have occurred with the advent of capitalism. We begin to understand why, in a historical context so oppressive, the art of survival became is vital factor, and why it is important to take care of the only asset, which possesses the spirit and the body. Taiji, a major focus of Chinese philosophy is distinct from Western cultures. Those who have had the privilege to visit places in China that still resist contamination of the free market, observe the words, actions and daily gestures of individuals who reside therein, therefore see the philosophy as living, inseparable aspect of all human events. Currently the Chinese government, engaged in maintaining a cohesive country of vast size in continuous transformation, is working on enhancing disciplines and traditions, with the aim to forge a spirit of national unity.

Among these is Taijiquan martial arts, a discipline of great quality and value which belongs to a tradition of ancient Chinese culture. We were walking in Tiananmen Square in Beijing and were attracted a huge big screen from which flowed continuously images of China and, among these, scenes where Chinese wore traditional dress and perform slow harmonious Taiji movements and set in stunning scenery. As has been fully documented by historical investigations conducted by government researchers, the creation of Taijiquan (meaning “Absolute Principle Boxing”) is about the intuition of a Chinese army officer named Chen Wangting, martial arts expert and military strategist, fused gymnastics Taoist long-life (Daoyin) system with the sophisticated fighting techniques, which have basis in the philosophy of Yin-Yang school. Thus, the creation of a discipline practiced today by millions of people around the world. It is interesting to note that this physical practice for centuries had been jealously guarded and transmitted via familial lines and only males. Hence Taijiquan had remained exclusive to the Chen clan. Only towards the second half of the last century, Taijiquan began to spread beyond the borders of China and won a wide audience even in distant continents like America and Europe. Soon in the West, Taijiquan had spreaded as a practical gymnastics, gentle, easy to reach even for the elderly and middle-aged. This due to the peculiar characteristics of this discipline: slow, continuous and harmonious movements like the flow of water in the river, that envelops and even overwhelms.

The most unique aspect of Taijiquan lies in the combination of mental calm, relaxed muscles and body focus. Technical characteristics traced by Taoist long-life breathing exercises, aimed at the maintenance of health, called Daoyin (which translates to “conduction guide” or Qi Gong, to use a term coined recently and wider). In short, these are movements that lead the beneficial energy – known as Qi – guided by the intention of the performer, through the body in order to direct a benefit to certain points or areas of the body in accordance with the principles of traditional Chinese medicine. The energy Qi is understood as the energy of life and nourishes the body according to the system of traditional Chinese medicine.

In fact, Taijiquan is an original and innovative training system that in addition to stimulating circulatory, respiratory and locomotive functions, also urges some important cognitive functions related to the sensory-perceptual system. This discipline significantly increases sensitivity to proprioceptive functions: enhances biomechanical balance through the involvement of sensory afferents, and improves the ability to perform motor acts and the simultaneous processing by the central nervous system.

During the execution of the exercises, sensory information from muscle receptors, tendons and joints provide valuable feedback that allow, among others, to consciously control the position of the joints, the touch perception, the degree of muscle tension and the correct weight loading on the lower limbs. With improved alignment of standing and forming proper postures, we gain a proper foot support that, as confirmed by Western medical studies, effect a complex mechanism between calf, Achilles tendon and plantar support, facilitating the driving force that allows blood to reach the heart.

In Taijiquan, circular and spiral movements of the limbs (“chansijin” or exercises of the silk cocoon) performed slowly, seamlessly and fluidly contribute to a great boost in blood flow, thus reaching the more remote areas of the body and flooding copiously the smallest capillaries; the principle of the circular movement of Taijiquan (“chansijin”) comes from the study of the meridians, the heart of traditional Chinese medicine, the network of channels through which blood and Qi circulates the body relentlessly. Even breathing induces significant benefits: the diaphragm and the muscles of the trunk strengthen, in particular, the abdominal area and lower back, and give proper relief to the spine. Moreover, the natural massage that takes place with the expansion and contraction of diaphragm brings benefits to the internal organs of the abdomen. This specific breathing, being naturally deep, regular and long, induces good functioning of all organs, encourages muscle relaxation and, consequently, the attainment of inner calm.

As reported by “Shendong Science and Technology Press” (China), the physical and mental calm achieved by the practice of these disciplines induces cerebral cortex inhibitory to a state that allows a calibration of original functionality of organs. Numerous studies conducted in China and America have confirmed that the practice of disciplines such as Daoyin and Taijiquan can improve the immune response of the body against debilitating diseases, so much so that in some hospitals in China, daily training sessions are conducted for patients undergoing chemotherapy, allowing a fast recovery of normal bodily functions.

In recent years, also in Italy, there are many protocols undertaken in collaboration with universities and local health authorities that have allowed, thanks to the practice of Taijiquan, to improve the conditions of people affected by Parkinson’s disease, degenerative diseases such as multiple sclerosis, rheumatoid arthritis. The practice increases physical endurance and balance of older people with mobility difficulties. In some school facilities, projects were conducted in relation to children affected by attention deficit syndrome with encouraging results.

Field experience has shown that the constant practice does in fact lead to an improvement in living conditions and prevent the onset of various age-related diseases, counter the lack of exercise and reduce stress due to the daily grind. It is certain, however, that Taijiquan is a art of movement in which the individual not only refines motor skills and coordination, but could gradually be more confident of their overall capabilities, including the assertion of their personality and body expression.

2 Commenti

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